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André Kertész. Un grande maestro della fotografia del Novecento

Dal 24 febbraio al 17 giugno 2018
Palazzo Ducale, Genova
Le sale di Palazzo Ducale accolgono la geniale, rivoluzionaria e innovativa fotografia di un indiscusso maestro del ‘900
André Kertész. Un grande maestro della fotografia del Novecento

“La fotografia è la mia sola lingua. Io non faccio semplicemente delle foto. Io mi esprimo attraverso le foto”.

La sua fotografia è pura poesia, una lirica che interpreta e reinventa la realtà, un continuo e fine esercizio stilistico che culmina in distorsioni surrealiste e alterazioni delle forme corporee. L’obiettivo fotografico è per Andrè Kertész una lente speciale che consente di vedere oltre l’occhio umano. La visione straordinaria di un genio che è possibile ammirare nella nuova mostra allestita a Palazzo Ducale di Genova.

Quasi duecento fotografie che ripercorrono l’excursus artistico di colui che Henry Cartier-Bresson definì come il padre della fotografia moderna. La sua fotografia ha donato dignità anche alla cosa più banale, grazie a una spiccata genialità e spirito di osservazione.

L’incontro con la fotografia quasi casuale, una folgorazione che non ha segnato solo il suo destino ma lo ha elevato come il precursore di un nuovo linguaggio, capace di esprimersi attraverso una dagherrotipia suggestiva quanto stupefacente.

La mostra André Kertész. Un grande maestro della fotografia del Novecento, in programma dal 24 febbraio al 17 giugno 2018, offre un punto di osservazione unico ed eccezionale. Emerge in questa esposizione il poliedrico estro artistico di Kertész nato a cavallo delle avanguardie storiche tra esplosione della fotografia e l’avvento del cinema, in un incredibile sviluppo di relazioni che intersecano esperienze artistiche, movimenti poetici e rivoluzioni estetiche.

Un viaggio che parte dalla purezza e la semplicità della vita e dei paesaggi rurali raccolta nelle prime istantanee alla fase più intensa e travolgente di Parigi, dove il malinconico, romantico e onirico si fondono in un esclusivo rapporto. Il quartiere parigino di Montparnasse diventa il nuovo universo dove conosce i connazionali Lazló Moholy-Nagy e Brassaï, i pittori Piet Mondrian, Marc Chagall e Fernand Léger, e dove prende forma la sua geometria fotografica, il contrasto tra luce e scuro.

Da Parigi a New York, gli anni più tormentati e difficili, carichi di una ventata pioneristica che sarà finalmente rivelata dalla mostra retrospettiva al Museum of Modern Art (MoMa) (1964).

La mostra chiude con una sezione dedicata all’inedito. Scatti a colori rivelano una nuova ricerca dimensionale tra la sperimentazione e la curiosità dove si riconoscono comunque il taglio e l’inquadratura di un indiscusso maestro della fotografia. Un talento creativo e visionario, testimone di quel secolo breve che ha firmato la storia dell’arte, regalando alla società una prospettiva unica e rivoluzionaria.

Per info: Palazzo Ducale Genova