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CDT - Centro regionale per i Dialetti e le Tradizioni popolari della Liguria

Il patrimonio della tradizione popolare ligure, prodotto di un territorio singolarmente difforme per geografia, densità di popolazione, attività, contatti e influenze culturali, è vasto e diversificato e presenta aspetti di assoluto interesse e originalità. Tuttavia, nel panorama nazionale, la Liguria risulta una delle regioni meno conosciute e apprezzate nonostante la realizzazione, in tempi più o meno recenti, di studi o iniziative di rilievo nonché l'esistenza di una fitta rete di indagini che, però, sono per lo più note, e producono effetti, solo in sede locale.

Questo patrimonio, specie per quanto riguarda i beni e le testimonianze tramandate oralmente, è peraltro soggetto a un incombente rischio di scomparsa perché intimamente legato alla memoria di singoli individui, in particolare degli anziani, o alla quotidianità di Comunità locali che hanno perso o vanno rapidamente perdendo le proprie caratteristiche, abitudini, attività di fronte alle sempre più intense trasformazioni imposte dalla società contemporanea.

D'altra parte il recente e crescente recupero della tradizione così come la sua riproposizione in veste aggiornata, fenomeni ormai consolidati ed in sé assai positivi, comportano un diverso rischio di appiattimento su modelli generici, non realmente legati alle culture locali, talvolta più folcloristici che folclorici; il revival, inoltre, se condotto con criteri approssimativi rischia di confondere ulteriormente la memoria delle diverse espressioni tradizionali.

Pur nella consapevolezza che la cultura popolare è per sua natura trasformativa e, come detto, dovendosi guardare positivamente ad ogni azione volta al suo mantenimento in uso, appare dunque definitivamente urgente documentarne fin quando sarà possibile le espressioni originali, per quanta indeterminatezza possa esserci in tale definizione, quale indispensabile momento di conoscenza e punto di partenza per ogni successiva e altrettanto indispensabile azione di diffusione e valorizzazione.

Con tali considerazioni la Regione Liguria ha istituito il Centro regionale per i dialetti e le tradizioni popolari della Liguria che, oltre a promuovere studi ed iniziative, intende porsi come riferimento di metodo e di indirizzo, come snodo di contatti e di relazioni, avendo riguardo al fatto che, per una parte considerevole, i soggetti che si occupano della materia (e che ne hanno raccolto importanti testimonianze) sono non istituzionali e che, d'altronde, ricerca, registrazione, valorizzazione del patrimonio culturale tradizionale, per le caratteristiche intrinseche ai beni stessi, devono attuarsi primariamente in sede locale e tramite o con l'apporto delle comunità locali.

Il Centro, che affronta la specifica materia anzitutto nella particolare accezione di bene culturale, conserva un significativo insieme di documenti e conoscenze, in costante crescita, che sono posti a disposizione di studiosi, studenti, operatori culturali così come di tutti i cittadini interessati.

Il primo nucleo del patrimonio era costituito da circa 40 ore di registrazioni audio originali, raccolte sul territorio regionale negli anni 1970-80 dagli studiosi Mauro Balma (etnomusicologo) e Paolo Giardelli (antropologo), inerenti musica popolare religiosa e profana, fiabe, proverbi, filastrocche e, in genere, testimonianze orali sui diversi aspetti della vita e delle attività tradizionali.
Parallelamente fu avviata la costituzione di una biblioteca specializzata, con particolare attenzione a quei prodotti di editoria “minore” o locale difficilmente reperibili nei normali canali commerciali.

Di grande significato l'acquisizione del materiale demologico raccolto e prodotto da Edward Neill, musicologo e ricercatore scomparso nel 2001. Noto in campo internazionale per i suoi lavori relativi a protagonisti e aspetti della musica classica (Paganini sopra tutti, ma anche Bruckner, Nielsen, ecc.) ha svolto per oltre quarant'anni una parallela e pioneristica attività di ricerca, documentazione e diffusione delle musiche e delle tradizioni popolari. Le innumerevoli registrazioni effettuate, fino dagli anni '60, sul territorio regionale costituiscono, insieme a dischi, libri, appunti, un insieme preziosissimo per la conoscenza del patrimonio ligure ed una base indispensabile per future iniziative.

Altrettanto importante, su piani diversi, l'acquisto – in copia - di un consistente nucleo di filmati realizzati dalla Sede regionale per la Liguria della RAI e andati in onda negli anni '70-'80 nell'ambito di storici contenitori televisivi quali Arcobaleno, Memoria Popolare, Come Siamo, ecc.

Oggi la documentazione comprende 2500 tra volumi, riviste, opuscoli, 350 LP, CD, MC7 relativi a musica popolare ligure, italiana e internazionale,  video, materiale archivistico vario e, in particolare, circa 400 ore di registrazioni audio effettuate in presa diretta sul territorio.

Tra le azioni già intraprese ha specifico rilievo il progetto Toponomastica, avviato in collaborazione con l'Istituto Internazionale di Studi Liguri, volto al censimento e alla registrazione sull'intero territorio regionale dei toponimi tradizionali e dialettali, i nomi di luogo che, legati soprattutto alla memoria orale così come ad attività ormai pressoché scomparse, sono esposti ad un particolare rischio di perdita irrimediabile. I primi esiti del progetto sono illustrati nel volume "Toponomastica di Fontanigorda" a cura di Guido Ferretti e Giorgio Petracco, edito dall’Istituto Internazionale di Studi Liguri - Sezione di Genova nel 2012.