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Trittico raffigurante l’Adorazione dei Pastori, l’Annunciazione e il Riposo durante la fuga in Egitto

Il Laboratorio Regionale di Restauro della Regione Liguria è intervenuto su uno splendido trittico raffigurante l’Adorazione dei Pastori, lAnnunciazione e il Riposo durante la fuga in Egitto.

Il trittico proviene dalla chiesa della Madonna degli Angeli del Convento Cappuccino di Quiliano presso Savona, fondato nel 1575 dal padre Cherubino di Quiliano. Era posizionato sull’altare della cappella Garroni inaugurata nel 1646: da fonti archivistiche si apprende che l’opera era stata commissionata da Andrea Garroni, per decorare la cappella di famiglia. A seguito delle soppressioni sabaude della seconda metà del’800, la chiesa ed il convento cappuccino furono confiscati dall’amministrazione municipale e il trittico venne ritirato dalla famiglia Garroni e trasferito nella loro villa di Morosso. Quando nel 1926 i frati ritornarono al convento di Quiliano il trittico fu riposizionato nella cappella privata della chiesa.

In seguito però, anche a causa della sempre più crescente scarsità di vocazioni, il convento fu quasi abbandonato e il trittico spostato a Genova presso il Museo dei Beni Culturali Cappuccini.

Il dipinto, realizzato a tempera su tavola, rappresenta un’opera di rilievo per l’Ordine dei Cappuccini perché è esempio della realtà storica ed artistica del Convento di Quiliano, ma, allo stesso tempo, è anche un’importante testimonianza dell’originale fiammingo di Pieter Coecke van Aelst di cui il trittico è copia.

Per alcuni studiosi, infatti, l’opera fu realizzata in ambito fiammingo da un maestro anonimo, per altri trattasi di una copia realizzata in Italia. Certa è la datazione, però, perché, a seguito di indagini riflettografiche e dei pigmenti, il trittico è ascrivibile al XIX secolo.

Il Laboratorio di Restauro della Regione Liguria, a seguito della richiesta pervenuta nell’aprile del  2013 da parte del Museo dei Beni Culturali Cappuccini, ha effettuato un sopralluogo per constatare lo stato di conservazione dell’opera; dopo aver redatto una relazione dettagliata ed aver ottenuto il nulla osta da parte della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Liguria (ovvero l’autorizzazione al restauro ai sensi degli artt. 10, 21, 29 e 182 del D.lgs. 42/2004 - Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio) il Laboratorio ha proceduto al restauro dell'opera in questione.

Il Trittico è stato trasferito presso il Laboratorio di Restauro della Regione Liguria ed è stata avviata un’importante analisi che ha preceduto l’intervento di recupero vero e proprio.

Il dipinto è composto da una tavola centrale centinata e da due ante laterali, anch’esse centinate e incernierate. La tavola centrale è formata da due assi in legno di conifera ormai scollate tra loro e distaccate di 10/12 mm circa.

Nella scheda tecnica allegata è possibile approfondire nel dettaglio l’iter del lavoro svolto, con la descrizione puntuale delle indagini preliminari che hanno messo in rilievo le condizioni pessime dello stato di conservazione dell’opera: immagine ormai offuscata da una patina biancastra, cadute di colore, sollevamenti molto fragili, azione dei tarli che ha provocato l’affossamento del colore nelle zone di legno sottostanti alla pellicola pittorica.

Il Trittico è stato riconsegnato nel dicembre del 2013 al Museo dei Beni Culturali Cappuccini: nella galleria delle immagini è possibile vedere una selezione del materiale fotografico relativo agli interventi specifici effettuati dagli operatori del Laboratorio, nonché allo stato dell’opera prima, durante e al termine del restauro.