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San Francesco con Angeli riceve le stimmate

Tradizionalmente la cripta di San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, viene illuminata con una lampada votiva il cui olio, a turno, viene offerto da una delle 20 regioni della nostra penisola. Per l’anno 2018 è stata la Regione Liguria ad occuparsi di tale donazione e, nell’occasione, si è anche offerta di restaurare un’opera indicata dai padri francescani del Sacro Convento di San Francesco di Assisi. La scelta è ricaduta sul dipinto raffigurante San Francesco con Angeli riceve le stimmate, realizzato nel 1695 da Giuseppe Nicola Nasini.

La scena rappresentata riprende l'iconografia classica inventata dai pittori italiani nella prima metà del XIII secolo, tra cui la più antica testimonianza certa è la tavola con “San Francesco e storie della sua vita” di Bonaventura Berlinghieri (1235).

Nel dipinto realizzato ad olio su tela ed oggetto del presente restauro è possibile vedere un angelo che dona le stimmate a Francesco, con cinque raggi di luce che si dirigono nei punti delle ferite di Cristo; il Santo è sorretto da due angeli e un cherubino.

L’autore, Giuseppe Nicola Nasini, proviene da una famiglia di pittori operosi tra il XVI e il XVIII secolo soprattutto a Siena e nel territorio circostante. Nato a Castel del Piano nel 1657, tra il 1681 e il 1688 fu uno degli allievi dell’Accademia Granducale delle Arti di Roma, finanziata dalla famiglia dei Medici. Lavorò a Firenze durante il regno di Cosimo III dei Medici, e dobbiamo proprio al Granduca di Toscana la donazione al Sacro Convento di Assisi di cinque tele raffiguranti le “Storie di San Francesco”, inviate come ringraziamento dell’ospitalità ricevuta da parte dei francescani nel corso di una sua visita e giunte nella cittadina umbra nel gennaio del 1696.  Della vicenda è testimone un ricco carteggio dove vengono illustrati anche il proseguo dei rapporti venutisi a creare tra il sovrano toscano e i francescani.

Le opere donate raccontano le vicende finali della vita del Poverello: “San Francesco si getta sulle spine”, “Francesco nudo e stigmatizzato, morente, viene vestito del proprio saio”, “Francesco morente benedice frate Elia”, la “Visone di San Francesco cui la Vergine offre il Bambino Gesù” e, ovviamente, “San Francesco con Angeli riceve le stimmate”.

Il dipinto, giunto al Laboratorio di Restauro il 14 febbraio 2018, è stato sottoposto alle preliminari fasi di studio a luce normale, radente e ultravioletta. L’accurato esame visivo dell’opera ha fornito indicazioni in merito al suo stato conservativo, evidenziando la fragilità dello strato pittorico e del supporto, già sottoposti a precedenti interventi. La presenza di toppe applicate su diversi tagli e strappi, lo sfondamento presente in alto al centro in corrispondenza del volto e del braccio dell’Angelo, il supporto tessile, sfibrato e infragilito che evidenziava ondulazioni e bolle di distacco tra la tela originale e la fodera, la superficie pittorica, fortemente lacunosa, arida e offuscata da depositi di polveri, ne hanno determinato un pessimo stato conservativo.

Il progetto di restauro è stato redatto dal Laboratorio regionale in collaborazione con il Dott. Sergio Fusetti, capo restauratore e conservatore del Convento e della Basilica di San Francesco ed è stato approvato dalla competente Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria.

Si è proceduto al consolidamento della pellicola pittorica e a ridare nuovo sostegno alla tela originale; trattandosi di un dipinto devozionale, destinato alla fruizione pubblica, è stato scelto di ristabilire un collegamento formale e cromatico tra le estese parti mancanti, per ricostituire il tessuto pittorico e per consentire, al contempo, il completo recupero della lettura dell’opera.

La tela è stata riconsegnata in data 30 ottobre 2018 al Sacro Convento di Assisi.

Nella scheda tecnica allegata è possibile approfondire l’iter del lavoro svolto, con la descrizione delle indagini preliminari e con gli interventi puntuali realizzati sul dipinto.

Nella galleria delle immagini è possibile visionare una selezione del materiale fotografico relativo agli interventi specifici effettuati dagli operatori del Laboratorio, nonché allo stato dell’opera prima, durante e al termine del restauro.