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Rilievi lignei della Passione di Cristo

Il 27 aprile 2017 è stato presentato, presso la Sala Fieschi del Museo Diocesano, l’intervento di restauro su quattro rilievi lignei settecenteschi raffiguranti altrettante scene della Passione di Cristo: la Preghiera nell’orto, Cristo alla colonna, Ecce Homo e la Pietà

Le teche, di proprietà della Congregazione delle Suore Domenicane di Santa Caterina da Siena, erano conservate nel Convento di Genova Quinto. Vi erano giunte, probabilmente, tra la fine del XIX e l’inizio del XX secolo, donate da uno dei tanti benefattori, nell’intenzione di alimentare la pietà delle religiose e delle bambine orfane che erano affidate alle loro cure.

I rilievi sono attualmente in deposito presso il Museo Diocesano, che in tale modo ne ha potuto garantire la massima fruizione pubblica: l’intervento di recupero ha permesso che i manufatti fossero, peraltro, oggetto di un ulteriore spunto di approfondimento critico curato da Daniele Sanguineti, il quale ha messo in evidenza nuovi aspetti nel panorama della scultura ligure del secondo Settecento.

I manufatti sono formati da rilievi scolpiti e dipinti incollati su pannelli lignei di supporto che fungono da fondale scenografico e inseriti in teche lignee lastronate e modanate.

I personaggi in altorilievo, inseriti nello spazio prospettico creato dal fondale, assumono così l’effetto di animazione teatrale, ottenuto sia dall’ambientazione che dalla loro gestualità.

Dal punto di vista più tecnico le opere mostravano, in generale, un pessimo stato di conservazione, con diverse fenditure del legno, una superficie pittorica molto alterata da depositi di polvere e sporcizia addensati lungo le pieghe e da numerosi e diffusi punti di corrosione della pellicola pittorica: tali problematiche avevano compromesso la lettura dell’immagine e il pieno apprezzamento della qualità delle opere.  Anche lungo le giunzioni delle tavole di fondo e i contorni dei rilievi si erano formate delle profonde fratture e delle spaccature longitudinali, nonché  numerosi e fragili sollevamenti di colore dovuti alla mancanza di coesione fra la pellicola pittorica e il supporto.

Le prime fasi dell’intervento di restauro hanno riguardato innanzitutto la spolveratura e la disinfestazione dei manufatti, cui sono seguiti saggi di pulitura differenziati a seconda del materiale da rimuovere e da trattare.

La reintegrazione pittorica, realizzata con la tecnica dello spuntinato e delle velature ad intonazione di colore, ha ricucito tutte le lacune ripristinando l’unità d’immagine e la piena leggibilità dei manufatti.

Nelle schede tecniche allegate è possibile approfondire nel dettaglio l’iter del lavoro svolto, con la descrizione puntuale delle indagini preliminari che hanno messo in rilievo il generale stato di conservazione delle opere e degli interventi specifici realizzati per ciascun manufatto.

L’intervento di restauro è scaturito da una fruttuosa collaborazione tra la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona, la Regione Liguria e il suo Laboratorio di Restauro, l’Arcidiocesi di Genova con l’Ufficio Beni Culturali e il Museo Diocesano.

Nella galleria delle immagini è disponibile una selezione del materiale fotografico relativo agli interventi effettuati dagli operatori del Laboratorio, nonché allo stato delle opere prima, durante e al termine del restauro.