vai al contenuto vai al footer

“Ecce Homo” – Scuola Ligure del XVII secolo

Secondo il Vangelo di San Giovanni “Ecce Homo” è la frase che Pilato pronuncia mentre mostra Gesù flagellato e coronato di spine ai Giudei: con questo “eccolo”, “ecco l’uomo” il governatore romano della Giudea sperava che la punizione inflitta a Gesù fosse giudicata sufficiente per evitargli la crocifissione. L’“Ecce Homo” è diventato quindi un soggetto iconografico, rappresentato da artisti del calibro, tra gli altri, di Antonello da Messina, Tiziano, Caravaggio e Van Dyck.

L’opera oggetto del restauro realizzato dal Laboratorio della Regione Liguria è un olio su tela ascrivibile alla Scuola Ligure del XVII secolo.

In occasione del sopralluogo effettuato presso la chiesa di San Teodoro di Genova in data 30 luglio 2015, il dipinto è stato visionato dalle restauratrici e si sono attivate le procedure al fine della realizzazione dell’intervento stesso.

L’opera, giunta presso il laboratorio nel mese di gennaio 2016 dopo aver ottenuto il nulla osta da parte della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Liguria, è stata sottoposta ad un’accurata indagine che ha riscontrato la presenza di muffe bianche provocate dalla sua collocazione in una teca sotto vetro.

Il manufatto, sottoposto in passato ad un intervento di foderatura ancora in grado di assolvere alla sua funzione di supporto, si presentava leggermente offuscato, con vernice ingiallita e sbiancata sul lato inferiore. Inoltre alcune zone erano compromesse da bruciature di candela.

L’osservazione a luce di Wood ha evidenziato la presenza di numerose ridipinture e sono stati riscontrati anche danni causati dall’attacco di tarli.

L’intervento ha innanzitutto visto l’azione rivolta al consolidamento e alla disinfestazione del telaio dall’attacco di insetti xilofagi; sono state effettuate la spazzolatura in aspirazione delle muffe dal retro e il trattamento delle stesse con antimuffa.

La superficie pittorica è stata pulita dalla vernice alterata e sono state rimosse le ridipinture.

Le lacune presenti sul dipinto sono state stuccate e reintegrate pittoricamente con colori a vernice, con esecuzione a pennello e per nebulizzazione con vernice antiUV.

Una volta terminato l’intervento il dipinto è stato riconsegnato alla Chiesa di San Teodoro nel mese di marzo 2016 ed è stato ricollocato nella cappella di Gesù Nazareno, rimuovendo lo sportello in vetro.

Nella scheda tecnica allegata è possibile approfondire nel dettaglio l’iter del lavoro svolto, con la descrizione puntuale delle indagini preliminari che hanno messo in rilievo il generale stato di conservazione dell’opera.

Nella galleria delle immagini è possibile visionare una selezione del materiale fotografico relativo agli interventi specifici effettuati dagli operatori del Laboratorio, nonché allo stato dell’opera prima, durante e al termine del restauro.