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Cassa Processionale
Produzione ligure del XVIII secolo

Il Laboratorio Regionale di Restauro della Regione Liguria ha svolto un’importante azione di recupero su una Cassa Processionale raffigurante la “Madonna con Bambino, San Rocco e il cane e putti” appartenente all’Oratorio della Confraternita San Rocco di Calvari di Davagna.

L’opera era originariamente collocata in una nicchia della parete destra dell’Oratorio, chiusa da uno sportello di vetro e, dunque, poco areata: tale condizione, insieme agli sbalzi di temperatura e all’umidità stagnante all’interno, hanno provocato lo sviluppo di insetti e muffe, causando danni anche irreversibili. 

L’intervento è stato molto complesso ed è durato più di due anni visto il pessimo stato di conservazione del manufatto: al termine dello stesso ci si è assicurati che la collocazione finale dell’opera tenesse conto dei parametri fisici ed ambientali indispensabili per poterne garantire una più idonea conservazione. In attesa, dunque, della conclusione dei lavori di risanamento nella sede originaria, la Cassa è stata collocata provvisoriamente sulla parete destra dell’entrata della Parrocchia di Calvari, dopo, ovviamente, averne verificato i parametri di cui sopra.

Nonostante il lungo e accurato restauro, sono molte le parti, in particolare quelle in aggetto quali ali e piedini dei putti, le manine del Bambin Gesù e il mantello di San Rocco, ad essere tuttora molto delicate e fragili.

Per tale motivo il Laboratorio di Restauro, di concerto con la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio della Liguria, si è raccomandato con la Confraternita di porre la massima attenzione e di garantire le condizioni di sicurezza durante la movimentazione dell’opera, che, per motivi devozionali, viene portata in processione in occasione della festa patronale.

La Cassa Processionale è alta 170 cm, larga 120 cm e profonda 130 cm. E’ composta dalla Madonna col Bambin Gesù che poggiano su un gruppo di nuvole, sulle quali sono ancorate, per mezzo di viti, quattro teste di cherubini a diverse altezze. La statua raffigurante San Rocco è inginocchiata di fronte alla Madonna e accanto ad esso si trova il cane. Agli angoli della cassa si trovano quattro putti seduti che reggono una cornucopia, mentre al centro di ogni lato della cassa erano collocati quattro punti luce a tre bracci in bronzo. Le figure sono ancorate al basamento mediante perni metallici filettati inseriti nelle sculture e bloccati con dadi e staffe di arresto al di sotto del basamento.

Lo stato di conservazione era pessimo con parti spezzate e parti mancanti che hanno dunque evidenziato le precarie condizioni del legno, quasi polverizzato dagli insetti xilofagi. La pellicola pittorica originale era celata da diversi strati di ridipinture; inoltre erano evidenti spaccature del supporto, sollevamenti di colore, abrasioni e segni di sfregamento provocati da bracciali e orecchini.

Per intervenire sulla Cassa, ovviamente, sono state smontate singolarmente le figure, tolti i monili e le teste dei cherubini che erano state applicate con viti.

Il restauro è stato realizzato in collaborazione con il Laboratorio 5 Lampadi di Luca Venier, che si è occupato del risanamento del basamento della cassa e delle ricostruzioni delle parti lignee mancanti, mentre il restauro delle corone in lamina d’argento della Madonna e del Bambin Gesù e dell’aureola di San Rocco è stato affidato al laboratorio di Francesca Olcese.

Nella scheda tecnica allegata è possibile approfondire nel dettaglio l’iter del lavoro svolto, con la descrizione puntuale delle indagini preliminari che hanno messo in rilievo le condizioni di conservazione di ciascuna statua e degli articolati interventi effettuati su ogni singolo manufatto.

Nella galleria delle immagini è possibile invece ammirare una selezione del materiale fotografico relativo agli interventi specifici effettuati dagli operatori del Laboratorio, nonché allo stato dell’opera prima, durante e al termine del restauro.