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Laboratorio di restauro della Regione Liguria

una fase del restauro

Il Laboratorio regionale di restauro interviene in materia di conservazione dei beni culturali ai sensi dell'articolo 29 del d.lgs. n. 42 del 22 gennaio 2004 (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio), e lavora in accordo con la competente Soprintendenza e in collaborazione con diversi dipartimenti delle facoltà universitarie di Fisica, Chimica e Lettere.

Operante dal 1982 il Laboratorio redige, per ogni restauro effettuato, una scheda tecnica corredata da ampia documentazione fotografica e scientifica, e svolge, sulla base dell'art. 2 del Regolamento approvato con dgr. n. 776 del 12/06/2009, le seguenti attività:

  • interviene concretamente su beni di diversa tipologia e tecnica costruttiva appartenenti al patrimonio ligure;
  • sviluppa attività di indirizzo ed orientamento per affrontare in forma organica i problemi della conservazione e del restauro;
  • elabora criteri di metodo per la conservazione e il restauro dei beni culturali;
  • elabora schede di restauro con le indicazioni tecniche degli interventi eseguiti, indica i materiali e la purezza dei solventi;
  • elabora documentazione fotografica prima e dopo il restauro di ciascuna opera e/o particolari di rilevante importanza;
  • può svolgere, su richiesta, attività di supporto alle Strutture regionali finalizzate allo svolgimento di mostre ed esposizioni o di altre iniziative aventi carattere museale;
  • può collaborare con l'Università degli Studi di Genova e con la Soprintendenza per i Beni Artistici, Storici e Demoantropologici della Liguria, a seguito di sottoscrizione di apposita convenzione il cui schema è approvato dalla Giunta regionale;
  • effettua attività a favore di Enti pubblici e privati, nel rispetto della normativa settoriale vigente;
  • promuove e coordina attività di studio e ricerca sulle nuove metodiche di restauro.

Le sopracitate attività vengono svolte secondo le priorità di cui all'art. 5 del Regolamento:

  • beni culturali il cui grave stato di degrado faccia temere per la perdita irreparabile della leggibilità dell'opera;
  • beni culturali il cui restauro è finalizzato alla musealizzazione, cioè al pubblico godimento;
  • beni culturali appartenenti a raccolte in cui sia già stata attivata una campagna di restauro per cui l'intervento è da ritenersi di continuazione o di completamento;
  • beni culturali appartenenti a raccolte in cui la campagna di restauro è in fase iniziale.
  • interventi conservativi sulle opere selezionate in caso di progetti mirati, organizzati direttamente dalla Regione, subordinati, quindi, ad una precedente campagna di catalogazione o ad iniziative connesse all'attività della Struttura Regionale competente.

Il responsabile del Laboratorio, individuato dal Direttore Generale del Dipartimento competente per materia, svolge i seguenti compiti:

  • sviluppare attività di indirizzo ed orientamento per affrontare in forma organica i problemi della conservazione e del restauro e di elaborare criteri di metodo;
  • elaborare documenti per una corretta conservazione dei beni culturali;
  • promuovere e coordinare attività di studio e ricerca sulle nuove metodiche sull'utilizzo di nuovi materiali per il restauro;
  • redigere annualmente una relazione sul funzionamento del laboratorio;
  • proporre e organizzare seminari e convegni sulle metodiche di restauro;
  • elaborare pubblicazioni scientifiche sulla attività del laboratorio.
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    Allegati

    Laboratorio regionale di restauro
    Regolamento di funzionamento